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Comunicato Stampa - STABILIZZAZIONE DEL SISTEMA PENITENZIARIO

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CapoDAPFrancoIontaDIPARTIMENTO DELL'AMMINISTRAZIONE PENITENZIARIA

UFFICIO STAMPA E RELAZIONI ESTERNE

COMUNICATO STAMPA

ROMA 13 GENNAIO 2010

STABILIZZAZIONE DEL SISTEMA PENITENZIARIO

La dichiarazione del Presidente del Consiglio dei Ministri  sullo stato di emergenza nazionale carcere è il punto di partenza dell’articolato piano di intervento del Governo per affrontare non solo il problema del sovraffollamento ma più in generale per dare avvio al nuovo corso del sistema carcere.

Franco Ionta, capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, così introduce il suo ragionamento per uscire dall’emergenza carceraria, sintetizzando quanto è stato discusso dal Consiglio dei Ministri di oggi. Il piano di intervento del Governo poggia su tre aree di intervento: edilizia penitenziaria, implementazione dell’organico di Polizia Penitenziaria, misure deflattive della carcerazione.

La dichiarazione dello stato di emergenza nazionale delle carceri, il cui limite temporale è stato fissato, a partire da oggi, fino al 31 dicembre 2010, spiega Ionta, nasce con riferimento alla legge 225 del 24 febbraio 1992, una legge della protezione civile che consente di dichiarare lo stato di emergenza nazionale in presenza di situazioni che non siano riferite esclusivamente a espisodi di calamità naturale, ma che si estende a situazioni emergenziali che determinano un allarme nazionale. Il Governo nella sua interezza, continua il Capo del DAP, ha accolto la proposta di dichiarare lo stato di emergenza nazionale delle carceri, dichiarazione che comporta la nomina di un commissario delegato dotato di poteri straordinari per affrontare e risolvere il problema.

L’ordinanza che conferisce al Commissario Delegato poteri eccezionali in deroga alle procedure ordinarie, sarà emanato dal Presidente del Consiglio dei Ministri nei prossimi giorni.  Il Commissario straordinario potrà dunque procedere in deroga alle ordinarie competenze, velocizzando procedure e  semplificando le gare d’appalto. Il “braccio operativo” con cui il Commissario straordinario gestirà l’emergenza carcere sarà la Protezione Civile Servizi S.P.A.

Il portato finanziario delle disposizioni di cui all’art. 2, comma 219, della legge 23.12.2009, n. 193, costituisce premessa per l’individuazione della consistenza numerica di nuovi padiglioni e nuove strutture, tenendo anche conto del presumibile utilizzo dei fondi di bilancio pari a circa 80.000.000 di euro e del finanziamento di talune opere con i fondi a disposizione di Cassa Ammende.

La stabilizzazione del sistema carcerario, prosegue Ionta, passa anche attraverso l’implementazione dell’organico di Polizia Penitenziaria al fine di gestire, in termini di dignità del lavoro e di dignità della detenzione, la popolazione detenuta che, ad oggi, ammonta a circa 64.800 unità., a fronte di una disponibilità stimabile intorno ai 65.000 posti disponibili. Secondo le indicazioni dell’art. 2 comma 212 della legge finanziaria 2010 è prevista l’assunzione di 2.000 unità di Polizia Penitenziaria, i cui tempi devono necessariamente calibrarsi sull’andamento progressivo dello stato delle costruzioni dei nuovi edifici o padiglioni penitenziari. Oltre all’assunzione di 2000 nuove unità, il Capo del DAP ritiene che occorra supplire al fisiologico turn over determinato dai posti resi vacanti dal personale che lascia il servizio per raggiunti limiti di età. Nell’arco dei prossimi tre anni, spiega Ionta, si prevede un turn over di circa 800 unità in meno all’anno, la previsione, quindi, è di supplire tale carenza con la possibilità di assumere circa 1.800 unità di Polizia Penitenziaria. I tempi di assunzione di nuovo personale, aggiunge Ionta, saranno ridotti rispetto alle ordinarie procedure di reclutamento tramite concorso pubblico, in quanto per almeno mille unità si potrà attingere utilizzando la graduatoria degli idonei non vincintitori del concorso pubblicato nella Gazzetta ufficiale del 10 ottobre 2008, mentre sarà necessario bandire un nuovo concorso per l’assunzione delle rimanenti mille unità. Per accelerare ulteriormente l’immissione in servizio delle nuove unità di personale, l’attuale durata di dodici mesi di formazione sarà ridotta a sei mesi, dagli attuali dodici mesi.

Il terzo punto del “pacchetto carcere”, necessario per consentire una progressiva deflazione della popolazione carceria, è l’introduzione di misure deflattive alla carcerazione. Tenendo contestualmente presente l’esigenza di deflazionare il carcere e l’esigenza di sicurezza sociale, il provvedimento allo studio consente di scontare l’ultimo anno di pena in stato di detenzione domiciliare. In riferimento proprio alle tematiche della sicurezza dei cittadini il provvedimento escluderà quei soggetti che scontano una pena per i reati gravi, quali quelli previsti dall’art. 4 bis dell’Ordinamento Penitenziario e, inoltre, per coloro che contravverrano alle disposizioni sarà previsto un aumento di pena rispetto a quella ora prevista per il reato di evasione.

I provvedimenti, conclude il capo del DAP, devono poter marciare contestualmente e progressivamente nell’arco dei prossimi tre anni. Solo in questo modo sarà possibile raggiungere l’obiettivo che mi sono dato nell’assumere l’incarico di Capo del DAP, ovvero la stabilizzazione del sistema penitenziario, perché lo stato emergenziale non sia più la condizione ordinaria di un sistema che impegna energie, professionalità, risorse capacità in grado di far funzionare una macchina complessa quale è l’Amministrazione Penitenziaria.



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Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria

dr. Assunta Borzacchiello

direttore Ufficio Stampa e Relazioni esterne

Roma - Largo Luigi Daga 2

tel. 0666591338 - fax 0666165651

 

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EMERGENZA CARCERI - Comunicato Stampa

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L’art.27 della Costituzione Italiana recita “..che le pene debbono essere umane e debbono tendere alla rieducazione del detenuto”.

La prima considerazione ovvia e grave da fare è quella che, rispetto al dettato costituzionale, le carceri sono di fatto fuorilegge e vivono una condizione di emergenza assoluta. Valutazione questa che lo stesso Ministro Alfano ha fatto propria e quindi c’è consapevolezza della drammaticità del problema.

 

C’e un problema di sovraffollamento. Tale condizione di assoluta invivibilità determina la violazione degli elementari diritti umani con la conseguente alimentazione della miscela crescente di tensioni e violenze che inevitabilmente trovano sfogo nei confronti degli agenti della Polizia Penitenziaria.

 

C’è un problema relativo alla forte carenza di organici, mancano infatti, almeno 5.000 unità ed il personale è sottoposto a turni massacranti, Di fatto i lavoratori operano e subiscono gli effetti di una sorta di regime di semilibertà. Tutto ciò sfocia inevitabilmente in forte stress da lavoro e mette a dura prova la salute dei colleghi sotto tutti i profili e mina pesantemente la loro integrità fisica.

 

A ciò, si aggiunge il taglio selvaggio del bilancio di gestione operato dai vari governi che si sono succeduti nel Paese e la scarsa considerazione che l’intero Governo ha del personale in uniforme, la scarsità delle risorse messe a disposizione sinora non consente infatti, la conclusione delle trattative contrattuali 2008/ 2009. Un quadro della situazione quindi che assume toni pesanti ed insopportabili.

 

E’ necessario un cambio di rotta, è urgente che il Governo comprenda fino in fondo che il servizio che la Polizia Penitenziaria svolge per la Società è fondamentale ed insostituibile e necessita di investimenti produttivi.

 

La costruzione di nuove carceri annunciata ieri in Parlamento dal Ministro Alfano, può essere una soluzione programmatica di medio termine rispetto al sovraffollamento, ma tale progetto, non può essere visto solo come occasione di nuove edificazioni, esso deve essere accompagnato da risorse di gestione e da un piano straordinario di assunzioni (le 2000 unità sono un buon avvio) altrimenti si corre il rischio di fare esercizio di pura accademia e si persegue la politica degli annunci.

 

Tale strumento deve essere necessariamente accompagnato già da oggi, dell’utilizzo intenso delle misure alternative al carcere e dalla riforma della giustizia che in particolare deve agire sui tempi biblici dei processi dato che la maggioranza dei detenuti è in attesa di giudizio. Insomma occorrono interventi legislativi a tutto tondo, sul penale, sui codici, sull’organizzazione della giustizia e sull’ordinamento penitenziario.

 

Investimenti quindi sull’organico, sulle risorse contrattuali e sulla gestione della complessa attività, questi sono gli strumenti immediati per tutelare e valorizzare il servizio e le condizioni dei nostri colleghi che in silenzio subiscono il peso enorme del lavoro proibitivo che debbono rendere alla collettività.

 

Ci aspettiamo dal Ministro Alfano e dal Governo azioni concrete e tempestive perché la drammaticità della situazione richiede rapide misure di carattere eccezionale.

 

 

 

Il Segretario Generale

(Pompeo Mannone)

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Commissione ex art. 22 DPR 395/95 Esiti della riunione

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formazioneIn data 11 gennaio ’10, presso il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria si è tenuta la riunione della Commissione ex art. 22 comma 3, D.P.R. 31 luglio 1995, n. 395.

La Commissione, presieduta dal Vice Capo Vicario del D.A.P. – Dr. Emilio Di Somma ed alla quale hanno partecipato: il Direttore dell’ISSP - D.ssa Mariotti Luigia Culla - e il Direttore dell’Ufficio del Personale e della Formazione – Dr- Massimo De Pascalis, è stata convocata per esaminare il programma formativo predisposto dall’Ufficio della Formazione del DAP per i partecipanti al corso di formazione per vice sovrintendenti della Polizia penitenziaria, nonché quello predisposto per la formazione del personale di Polizia penitenziaria che opera presso i reparti detentivi degli istituti penitenziari presso i quali si trovano detenuti soggetti per reati di terrorismo internazionale di matrice islamica.

La F.N.S. è stata rappresentata dall’amico Antonio Napoli, Segretario Generale Aggiunto della Federazione del Piemonte.

Prima di dare avvio al confronto sul contenuto del programma formativo la CISL ha ribadito il disappunto per l’ennesima esclusione dalle attività formative della SFAP di Verbania. Nell’auspicare un ripensamento da parte dell’Amministrazione circa l’esclusione della sede formativa di Verbania, è stato evidenziato che tale esclusione creerà notevoli disagi al personale, vincitore del concorso, che presta servizio presso gli istituti dell’alto Piemonte, della bassa Lombardia e della Valle d’Aosta, poiché lo stesso è distribuito tra le Scuole di Parma e Cairo Montenotte.

 

  • Corso Vice Sovrintendenti.

 

Il corso di formazione per Vice Sovrintendenti, della durata di 4 mesi, avrà inizio il 1° febbraio 2010 e terminerà presumibilmente per la fine del mese di maggio 2010 con l’esame finale. Ricordiamo che la fase formativa prevede anche un periodo di tirocinio pratico che, nello specifico, verrà svolto dal 15 marzo al 9 aprile 2010 presso gli istituti sede di servizio dei corsisti, salvo diversa richiesta degli stessi. Il corso si svolgerà presso le Scuole di : Catania, Roma, Cairo Montenotte, Aversa, Sulmona e Parma e riguarderà 367 unità, di cui: 364 (352 uomini e 12 donne) vincitori di concorso e 3 dimessi, a vario titolo, dal corso precedente.

 

 

 

 

 

Per quanto attiene il programma formativo, la CISL, ha espresso, in generale, un parere positivo richiedendo e ottenendo, unitamente alle altre OO.SS., l’elevazione del monte ore previsto per le materie giuridiche afferenti le attività di P.G. e P.S.

 

  • Corso di Formazione per il personale che opera presso i reparti detentivi degli istituti penitenziari presso i quali si trovano detenuti soggetti per reati di terrorismo internazionale di matrice islamica.

 

Il corso riguarderà aliquote di personale in servizio presso gli istituti di Macomer, Benevento ed Asti; istituti all’interno dei quali sono operativi i circuiti penitenziari c.dd. AS2 al cui interno sono detenuti soggetti per reati di terrorismo internazionale di matrice islamica. Oltre al personale di Polizia penitenziaria degli istituti di cui sopra, sarà avviato al corso anche del personale della Casa Circondariale di Rossano presso la quale a breve sarà operativo analogo settore detentivo. Inoltre, verrà coinvolto il personale che opera presso le strutture Regionali e Centrali dell’Amministrazione a cui è affidata la gestione “amministrativa” dei soggetti detenuti in questione.

L’attività formativa si svolgerà a Roma, probabilmente presso la Scuola di Formazione di Via di Brava e coinvolgerà circa 100/120 unità di personale. Sono previste 5/6 edizioni formative di tre giornate ciascuna per un totale di 21 ore.

La docenza sarà affidata ad esperti di cultura islamica, Magistrati ed appartenenti alle forze dell’ordine specializzate nel settore, nonché Personale di polizia penitenziaria del ruolo dei Commissari e degli Ispettori.

La CISL nell’esprimere apprezzamento per l’iniziativa formativa, ha auspicato per il prossimo futuro il coinvolgimento di tutto il Personale della polizia penitenziaria che opera presso reparti detentivi. Inoltre, portando ad esempio quanto accade presso la Casa Circondariale di Asti, la CISL ha chiesto ai vertici dell’Amministrazione di sensibilizzare le Direzioni degli istituti penitenziari coinvolti affinché avviino al corso di formazione il personale che presta servizio continuativo presso detti reparti e non quello che vi opera saltuariamente.

 

Distinti saluti.

 

Il Segretario Generale

Pompeo Mannone

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