C'è un silenzio assordante intorno alle carceri. Di indifferenza generale che viene risvegliata solamente per il “linciaggio mediatico” e il “sensazionalismo morboso” a cui stiamo assistendo in questi giorni da parte dell'opinione pubblica.
Dobbiamo constatare e prendere atto che il mondo politico, il Parlamento resta completamente insensibile e distante dalla realtà quotidiana del carcere.
Un atteggiamento che esprime un comune concetto di superficialità e intolleranza nei confronti e riguardi del sistema penitenziario.
I problemi atavici mai risolti del sovraffollamento, della carenza di personale penitenziario portano a considerare il carcere come una discarica sociale sia per i reclusi che per gli stessi operatori penitenziari che quotidianamente lavorano in queste condizioni.
Ambienti malsani, insicuri e al di sotto dei normali standard di sicurezza sui posti di lavoro.
Siamo i primi che vorrebbero un ambiente idoneo in primis per i detenuti. Lo sappiamo che il loro benessere è il benessere del personale. Conosciamo benissimo questa regola.
Ogni giorno il numero delle aggressioni fisiche e verbali ( oggi è toccato a due colleghi in servizio a Palmi), tentativi di evasione, episodi di aperta intolleranza che il nostro personale subisce aumenta inesorabilmente.
La FNS CISL è in prima linea possiamo nel denunciare il quotidiano stato di abbandono delle carceri italiane sia per i detenuti e sia soprattutto per i colleghi.
Il continuo stillicidio della già carente forza lavoro porta i nostri colleghi a prestare la sorveglianza e il controllo su non meno di 100 detenuti nelle ore diurne e raddoppiati e addirittura triplicati nelle ore notturne. Il lavorare in tal fatta maniera, in costante emergenza e nella necessità di gestire la criticità del sistema, porta lo stesso collega ad essere sottoposto a inimmaginabili pressioni e stress lavorativo.
Se il piano carceri verrà a breve varato dal Governo sara' sicuramente necessario fornirlo dei mezzi idonei per renderlo attuabile senza trascurare un massiccio utilizzo delle misure alternative alla detenzione.
L'assunzione straordinaria di personale assume i connotati di una vera e propria boccata di ossigeno. Alla quale deve pero seguire un piano ordinario progettuale e sistematico di assunzione del personale.
Altrimenti sarà impossibile fermare la deriva del sistema carcere.
Pompeo Mannone