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Esiti visita alla Casa Circondariale di Vicenza.

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Pres. Francesco BASENTINI
Capo Dipartimento Amm.ne Penitenziaria

Egregio Pres. Basentini,
in una nostra recente visita presso l’Istituto penitenziario di Vicenza, coadiuvati dalla nostra Segreteria Regionale FNS CISL del Veneto, abbiamo potuto

verificare le situazioni circa la Struttura in questione e la salubrità e sicurezza delle postazioni di lavoro per il Personale di Polizia penitenziaria.
Ciò che appare subito evidente è che ci troviamo di fronte ad una realtà in trasformazione da tempo, con un numero importante di detenuti presenti e con l’intenzione dell’Amministrazione di ampliare ancora le presenze con alcuni Reparti in via di definizione dei lavori di ristrutturazione.
Proprio per tali motivi abbiamo visitato i Reparti che si vorrebbe utilizzare per ospitare oltre 100 detenuti in regime di A.S. e per i quali ci viene riferito da tempo che sono ormai pronti.
Dopo averli visti direttamente possiamo senza dubbio affermare che quei Reparti non sono affatto pronti e prima di decidere l’assegnazione della popolazione detenuta serve completare quanto necessario per la sicurezza delle zone detentive e per la sicurezza del Personale.
Così come non appare opportuno che arrivino ulteriori detenuti prima di aver rafforzato numericamente il contingente di Polizia penitenziaria, sia per il Reparto d’Istituto che per il Nucleo Traduzioni. Ed a proposito dell’NTP è opportuno segnalare che con l’arrivo di nuova popolazione detenuta, con diversa soglia di livello di sicurezza, occorre dotare detto Nucleo di adeguati automezzi protetti, oggi non presenti a Vicenza.
La revisione del D.M sulle dotazioni organiche del Corpo deve tener conto di questa esigenza che, rispetto al quadro delle situazioni esistenti, rischia non solo di essere inadeguato nei numeri ma addirittura sottovalutato a tal punto che formalmente impedirebbe future assegnazioni di nuovi Agenti, consolidando di pari passo la gravissima carenza di unità nei Ruoli dei Sovrintendenti e degli Ispettori del Corpo.

L’Istituto presenta l’esigenza di interventi che – pur programmati e progettati nel tempo – non hanno mai visto la Direzione vicentina ricevere risposte adeguate dagli Uffici Superiori dell’Amministrazione Penitenziaria. Ci riferiamo ad esempio all’automatizzazione dei cancelli che per il 90% dei casi risulta ancora in modalità manuale, con singole postazioni (ad esempio il posto di servizio definito “rotonda” ) dove un singolo addetto deve adempiere alla apertura/chiusura di una moltitudine di cancelli, dai quali transita Personale con o senza detenuti al seguito, durante l’intera durata dei turni di lavoro con una “promiscuità d’incroci” che rasentano anche il buon senso.
La Sala Regia è poi un altro posto di servizio che necessita di una rivisitazione organizzativa e di strumenti a disposizione. Un solo Operatore costretto in un locale per l’intero turno, con una parete dotata di schermi non idonei all’uso cui sono destinati e che sicuramente possono creare nel tempo complicazioni alla salute dei lavoratori. Peraltro proseguire nel tempo in queste condizioni produce anche una scarsa efficacia nell’ambito dell’importanza strategica per la sicurezza delle attività sottoposte a video controllo.
Sono molti gli spazi ed i locali interni che mostrano un bisogno di revisione nel loro utilizzo, uno su tutti – ad esempio – l’ufficio matricola, ove gli Operatori sono costretti ad operare nel senso vero del termine “fianco a fianco”, con postazioni inadeguate e spazi angusti. L’archivio di tale Ufficio (stiamo parlando di una attività prioritaria del penitenziario) è ormai al collasso tanto che l’eventuale futuro arrivo dei detenuti determina la necessità di nuovi spazi che auspichiamo non siano quelli ipotizzati dell’Archivio di Stato della Città per custodire questi importanti e voluminosi documenti. Esistono invece spazi interni con aree verdi incolte in cui sarebbe utile realizzare strutture modulari di veloce installazione che manterrebbero la custodia e l’uso immediato di quanto serve alle attività di Polizia all’interno del penitenziario stesso.
Anche per quanto attiene alla parte del così detto “benessere del Personale” serve evidenziare che la caserma/alloggi è uno dei problemi che il Personale ci ha rappresentato diffusamente, con una struttura che ha bisogno di importanti investimenti di ristrutturazione e che attualmente è motivo di disagio da parte di chi ne fruisce e di chi – purtroppo – non può neanche usufruirne.
Si aggiunga a questo il problema del parcheggio esterno per il Personale, assolutamente insufficiente e che potrebbe invece essere facilmente risolto con l’uso di un ampio spazio presente all’interno della recinzione che costeggia la pubblica via, dove le imponenti cancellate dell’Istituto sono già fornite di un cancello che basterebbe ripristinare nell’uso, sistemando la pavimentazione della relativa area interna a detto spazio, collegando l’apertura in modalità remota dall’ingresso black house dell’Istituto.
Pres. Basentini siamo stati informati che alcuni progetti la Direzione Vicentina li ha presentati anche da anni ma, come accade anche per altre realtà del Triveneto, tutto pare fermarsi quando arriva nelle stanze e nelle competenze del PRAP e del DAP.
Serve quindi un Suo interessamento affinché possa disporre una verifica di quanto segnalato alla S.V. anche perché abbiamo constatato lo stato di preoccupazione e demoralizzazione di tanti Colleghi che chiedono solo dignità e sicurezza sul lavoro.
Si rimane in attesa di un Suo cortese quanto celere riscontro e si porgono cordiali saluti.
Ing. Pompeo MANNONE

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