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Dotazioni organiche Corpo di Polizia Penitenziaria. Stato di avanzamento del confronto con il DAP

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Come abbiamo notiziato a suo tempo dal 24 giugno è iniziato il confronto con i Vertici dell’Amministrazione Penitenziaria per una revisione del Decreto Ministeriale 2/10/2017 e per rideterminare la consistenza numerica della dotazione organica del Corpo di Polizia Penitenziaria che da anni contestiamo, in particolare dopo gli effetti dei tagli di spesa nella P.A. della Legge Madia.
Nelle riunioni tenute fino a ieri il Capo del DAP, coadiuvato dal D.G. del Personale e dal Gruppo di Esperti costituito con apposito

PCD, hanno illustrato il sistema metodologico utilizzato per rivalutare l’intero sistema delle dotazioni organiche, trasformando le vecchie logiche usate per decenni e inserendo molte variabili che possono aiutare ad individuare una previsione teorica di piante organiche certamente più coerente con i nuovi bisogni ed esigenze del servizio e per la tutela dei diritti di Colleghi e Colleghe.
Sulla base di quanto detto il nostro contributo, offerto ai lavori, procede nella direzione di ottimizzare la distribuzione delle 41.202 unità del Corpo (previste nel D.M. 2017) per rendere migliore la situazione delle effettive presenze sul territorio italiano, oggi negativamente condizionata da precedenti scelte che l’Amministrazione aveva deciso a suo tempo senza ascoltare le richieste del Sindacato.
Dal confronto emerge finalmente più trasparenza e quindi la definizione dei numeri di Personale che – ad esempio – viene utilizzato nel delicato Settore delle Traduzioni e Piantonamento detenuti. Così come nelle argomentazioni della proposta dell’Amministrazione entrano a far parte degli elementi che condizionano la previsione organica di personale sul territorio elementi quali l’anzianità di servizio superiore ai 25 anni (perché in coincidenza di tale anzianità scattano diverse quote di congedo annuo spettante in diritto al personale, tale da determinare che incida sul numero di unità utilizzabili nella pianificazione del lavoro); ma entra nella valutazione anche il numero di unità che beneficiano di permessi L.104/92, per le stesse ragioni del precedente punto dell’anzianità, così come lo sviluppo di un diverso modello organizzativo dei servizi che possa “armonizzare” sistemi analoghi oggi invece molto differenti tra regioni; così come si terrà conto di situazioni particolari riguardo alla tipologia di “utenza da gestire”, di sezioni speciali, di qualità delle Strutture, del ricorso a modernizzazione di strumenti ed apparati di controllo tecnologico ed altro ancora.
Tutto questo deve procedere con celerità per giungere il prima possibile ad una nuova ipotesi di distribuzione delle risorse umane sul territorio ad ogni livello. Chiaramente in questa prima fase tutto il lavoro si concentra sulle dotazioni organiche di Istituti penitenziari ed NTP.

Come abbiamo precisato da subito all’Amministrazione per la FNS CISL questa deve essere però l’occasione per individuare – insieme tra Amministrazione ed OO.SS. – una futura nuova dotazione organica generale del Corpo, capace di recuperare gli effetti provocati a suo tempo dai tagli di spesa pubblica ( legge Madia ) recuperando le migliaia di unità di poliziotti penitenziari che mancano effettivamente per efficientare il sistema penitenziario italiano.
In questo quadro siamo anche impegnati a richiamare tutti alla responsabilità perché talune strumentalizzazioni, che in un confronto così complesso offrono a chi vuol fare un po’ di populismo e demagogia ampi spazi, incalzando l’Amministrazione alla concretezza e alla responsabilità del ruolo che in questa trattativa riguarda tutti, Sindacato compreso. Purtroppo assisteremo ( perché certi segnali li percepiamo già nelle riunioni ) a sottese volontà di informare la Base, i Lavoratori della Polizia penitenziaria, che qualcuno voglia accontentarsi delle proposte in campo mentre altri (che si propagandano per “quelli bravi”) promettono il libro dei sogni, quasi come se prevedere migliaia di posti di lavoro in più in questa Forza di Polizia non avesse un impatto di spesa pubblica che deve trovare compatibilità con il resto delle scelte che Governo ed il Parlamento dovranno fare.
Riguardo a queste prime riunioni si è quindi al punto che il DAP, entro il prossimo 9 luglio, dovrebbe fornirci una ipotesi di sviluppo delle dotazioni da prevedere sulla base dei 3 sistemi che il Gruppo di Esperti ha ipotizzato e che la FNS CISL nei giorni scorsi ha diffuso a Tutti Voi; ci riferiamo ai prospetti definiti “ideal test”, “medium test” e “stress test”, ipotizzati fino ad oggi su base PRAP ma che verranno integrati da simulazioni elaborate su Istituti (almeno 3 per singolo PRAP) in modo da poter valutare le ricadute previsionali dello studio sui luoghi di lavoro. Tale materiale lo parteciperemo a Tutti non appena nella nostra disponibilità, proposte che l’Amministrazione riprenderà a discutere con il sindacato nella riunione del 15 luglio 2019.
Per questi motivi l’incontro del 4 luglio verrà annullato e quello del 9 luglio trasformato in una occasione di confronto su altro Ordine del giorno, quello dell’assegnazione del 175° corso e il conseguente piano di mobilità nazionale del Personale già in servizio.
Vi terremo informati sugli sviluppi delle riunioni che come sarà chiaro a tutti impegna molto il gruppo dirigente della nostra Federazione, con un confronto complicato e tale da richiedere grande attenzione in ogni direzione.
Cordiali saluti.

Ing. Pompeo MANNONE

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