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Schema decreti delegati correttivi al riordino delle carriere 2019.Personale del Comparto contrattuale della Dirigenza Penitenziaria.

on . Postato in Dirigenza polizia penitenziaria

On. Alfonso BONAFEDE
Ministro della Giustizia - R O M A


La revisione delle carriere del personale del Comparto Sicurezza costituisce in particolare nelle carriere dei Funzionari un positivo momento di crescita per il personale del Corpo di Polizia Penitenziaria ed auspichiamo per tutta l'Amministrazione.
Tuttavia, l’eliminazione della dipendenza gerarchica dal direttore dell’istituto, dei futuri dirigenti di polizia dalla dirigenza penitenziaria, mantenendo la sola dipendenza funzionale peraltro più consona ad una modalità amministrativa moderna, efficiente e razionale, va attuata nella chiarezza delle

rispettive responsabilità soprattutto in un ambiente come quello penitenziario dove le competenze delle varie aree si intersecano inevitabilmente per confluire insieme nell’obiettivo istituzionale dell’Amministrazione che ha come focus l’esecuzione di una pena detentiva conforme a principi di umanità e finalizzata al reinserimento sociale.
Rigorosa dovrà essere la distinzione delle responsabilità in ambiti come, a solo titolo di esempio non certo esaustivo, la retribuzione dell’orario eccedente l’orario di servizio ordinario, la supervisione e il controllo delle mense del personale, le relazioni sindacali con il rispetto dei diritti soggettivi del personale del Corpo.
Solo nella chiarezza, infatti, il dirigente penitenziario potrà portare a compimento la metamorfosi iniziata con la Legge 154/2005 abbandonando le residue funzioni direttive per rivestire appieno la funzione di manager chiaramente indicata dalle norme vigenti e già da tempo attuata in altre amministrazioni. Del resto tale cambiamento complessivo non dovrebbe avvenire solo rispetto ai compiti dell'area sicurezza, ma anche rispetto a tutte le altre aree.
In tale ottica, per perseguire uno sviluppo armonioso nell'Amministrazione e mantenere l’equilibrio complessivo del sistema penitenziario fra le sue varie componenti, unica condizione che può consentire il raggiungimento dei fini istituzionali radicati nella Costituzione, risulta essenziale la necessità che venga istituita la qualifica di dirigente superiore penitenziario, ingiustamente non prevista nell'odierno ordinamento, nella quale inquadrare un numero di dirigenti penitenziari almeno pari a quanti risultano essere i “posti di funzione”di tale livello già decretati con atto ministeriale.
Del resto il decreto legislativo 29 maggio 2017, n.95, concernente il riordino delle forze di polizia, ha previsto all’art.48 comma 2, che al personale della carriera dirigenziale penitenziaria “fino all’entrata in vigore del decreto del Presidente della Repubblica di recepimento degli accordi sindacali, previsto dall’art. 23 comma 5 del D.L.vo 15 febbraio 2006, n.63, si applicano gli stessi istituti giuridici ed economici previsti dalla legislazione vigente per il personale della polizia di Stato appartenente al ruolo dirigente”.
Risulta pertanto evidente come l’attribuzione della qualifica di dirigente superiore al dirigente dell’Istituto emerge come del tutto necessaria e scontata ove il direttore stesso, dirigente, sia superiore anche se solo funzionalmente alle figure dirigenziali di polizia.
In attesa di urgentissimo riscontro, tenuto altresì conto della imminente discussione prevista anche nel Consiglio dei Ministri, nella quale contiamo che la S.V. vorrà far prevalere l’unione d’interessi generali nel sistema penitenziario, si coglie l’occasione per porgere cordiali saluti.

Ing. Pompeo MANNONE

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