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CARCERI: FNS CISL, ENNESIMO SUICIDIO, SISTEMA FRAGILE VA RIFORMATO

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     Roma, 11 apr. - (AdnKronos) - "Quando si viene a conoscenza di un
ennesimo episodio di suicidio di un collega nelle carceri siamo
assaliti da sentimenti contrastanti di sgomento, di dolore e di rabbia
e ci interroghiamo sulle cause di questi gesti estremi cercando di


valutare se essi sono correlati allo stress da lavoro, alle condizioni
ambientali, alla pesantezza dei turni di lavoro o a tutti questi
parametri messi insieme accompagnati da altri eventuali fattori". Lo
dichiara in una nota Pompeo Mannone, segretario generale della Fns, la
Federazione Nazionale della Sicurezza della Cisl, commentando la
notizia dell'agente della Polizia penitenziaria di Palermo che ieri si
è tolto la vita."Indubbiamente le condizioni di lavoro, lo stress psico-fisico a cui
si è sottoposti rappresentano fattori importanti che minano le
condizioni complessive del personale - sottolinea - e proprio per
queste ragioni i luoghi di lavoro necessitano in modo particolare di
punti di ascolto e di centri di supporto psicologico per prevenire,
per quanto possibile, episodi limite come quelli che stiamo
commentando. Ma non basta. Questi tragici fatti, compresi i suicidi
dei detenuti, le loro fughe e quant'altro, sono testimonianza che il
sistema nel complesso non funziona". Purtroppo, ad oggi gli sforzi profusi dal governo tramite apposite
leggi relative al superamento del sovraffollamento e quindi alla
realizzazione di migliori condizioni sia per il detenuto che per chi
lavora negli istituti penitenziari, non hanno prodotto alcun
significativo e sistemico risultato - denuncia Mannone - Il sistema
carcerario deve essere ripensato in termini strutturali e non
episodici. Occorre una rivisitazione dell'intero sistema penale,
determinando tempi ragionevoli dei processi nonché certezza della pena
ed investendo sulle risorse umane, formando il personale, coprendo le
carenze degli organici ai vari livelli e valorizzando, anche dal punto
visto economico, il lavoro della Polizia penitenziaria che opera
troppo spesso in condizioni proibitive".

     (Sin/AdnKronos)

ISSN 2465 - 1222
11-APR-17 20:37

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Sicurezza, Mannone (Fns Cisl): Ennesimo suicidio dimostra quanto il ‘sistema carceri’ sia estremamente fragile, da riformare


(AGENPARL) – Roma, 11 apr 2017 –  “Quando si viene a conoscenza di un ennesimo episodio di suicidio di un collega nelle carceri siamo assaliti da sentimenti contrastanti di sgomento, di dolore e di rabbia e ci interroghiamo sulle cause di questi gesti estremi cercando di valutare se essi sono correlati allo stress da lavoro, alle condizioni ambientali, alla pesantezza dei turni di lavoro e/ o a tutti questi parametri messi insieme accompagnati da altri eventuali fattori”. Lo dichiara in una nota Pompeo Mannone, Segretario Generale della Fns, la Federazione Nazionale della Sicurezza della Cisl, commentando la notizia dell’ agente della Polizia Penitenziaria di Palermo che ieri si è tolto la vita. “Indubbiamente le condizioni di lavoro, lo stress psico-fisico a cui si è sottoposti rappresentano fattori importanti che minano le condizioni complessive del personale e proprio per queste ragioni i luoghi di lavoro necessitano in modo particolare di punti di ascolto e di centri di supporto psicologico per prevenire, per quanto possibile, episodi limite come quelli che stiamo commentando. Ma non basta. Questi tragici fatti, compresi i suicidi dei detenuti, le loro fughe e quant’altro, sono testimonianza che il sistema nel complesso non funziona. Purtroppo, ad oggi gli sforzi profusi dal governo tramite apposite leggi relative al superamento del sovraffollamento e quindi alla realizzazione di migliori condizioni sia per il detenuto che per chi lavora negli istituti penitenziari, non hanno prodotto alcun significativo e sistemico risultato. Il sistema carcerario deve essere ripensato in termini strutturali e non episodici. Occorre una rivisitazione dell’intero sistema penale, determinando tempi ragionevoli dei processi nonché certezza della pena ed investendo sulle risorse umane, formando il personale, coprendo le carenze degli organici ai vari livelli e valorizzando, anche dal punto visto economico, il lavoro della Polizia penitenziaria che opera troppo spesso in condizioni proibitive”.

link notizia http://www.agenparl.com/sicurezza-mannone-fns-cisl-ennesimo-suicidio-dimostra-quanto-sistema-carceri-sia-estremamente-fragile-riformare/

  CARCERI:_FNS CISL "SISTEMA FRAGILE DA RIFORMARE"
ROMA (ITALPRESS) - "Quando si viene a conoscenza di un ennesimo
episodio di suicidio di un collega nelle carceri siamo assaliti da
sentimenti contrastanti di sgomento, di dolore e di rabbia e ci
interroghiamo sulle cause di questi gesti estremi cercando di
valutare se essi sono correlati allo stress da lavoro, alle
condizioni ambientali, alla pesantezza dei turni di lavoro e/ o a
tutti questi parametri messi insieme accompagnati da altri
eventuali fattori". Lo afferma in una nota Pompeo Mannone,
segretario generale della Fns, la Federazione Nazionale della
Sicurezza della Cisl, commentando la notizia dell'agente della
polizia penitenziaria che si e' tolto la vita a Palermo.
"Indubbiamente le condizioni di lavoro, lo stress psico-fisico a
cui si e' sottoposti rappresentano fattori importanti che minano
le condizioni complessive del personale e proprio per queste
ragioni i luoghi di lavoro necessitano in modo particolare di
punti di ascolto e di centri di supporto psicologico per
prevenire, per quanto possibile, episodi limite come quelli che
stiamo commentando. Ma non basta - prosegue -. Questi tragici
fatti, compresi i suicidi dei detenuti, le loro fughe e
quant'altro, sono testimonianza che il sistema nel complesso non
funziona. Purtroppo, ad oggi gli sforzi profusi dal governo
tramite apposite leggi relative al superamento del
sovraffollamento e quindi alla realizzazione di migliori
condizioni sia per il detenuto che per chi lavora negli istituti
penitenziari, non hanno prodotto alcun significativo e sistemico
risultato. Il sistema carcerario deve essere ripensato in termini
strutturali e non episodici. Occorre una rivisitazione dell'intero
sistema penale, determinando tempi ragionevoli dei processi
nonche' certezza della pena ed investendo sulle risorse umane,
formando il personale, coprendo le carenze degli organici ai vari
livelli e valorizzando, anche dal punto visto economico, il lavoro
della Polizia penitenziaria che opera troppo spesso in condizioni
proibitive", conclude il sindacalista.
(ITALPRESS).
sat/com
11-Apr-17 16:19
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