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Apertura del tavolo negoziale per il primo contratto di lavoro dirigenza penitenziari

on . Postato in Amm. Penitenziaria

Al Dott.Enrico Sbriglia



e,p.c. Ai dirigenti dell'Amministrazione Penitenziaria



Egregio Dott.Sbriglia,

la convocazione effettuata dal Dipartimento della Funzione Pubblica per il 28 luglio prossimo, inerente l'apertura del tavolo negoziale per il primo contratto di lavoro di diritto pubblico della dirigenza penitenziaria, così come previsto dalle norme vigenti relative alla misurazione della rappresentatività del settore nelle tornate contrattuali specifiche di riferimento, non ha riguardato il SiDiPe da Lei rappresentato.

L'attuale situazione, ritengo, derivi da una serie di scelte e comportamenti dal Sidipe operati, soprattutto in un recente passato, a mio giudizio poco lungimiranti e non utili all'interesse generale della dirigenza, che hanno interrotto un legame con la CISL che durava da alcuni anni.

Diversi sono stati infatti, i passi comuni che hanno visto insieme la CISL e il SiDiPe, in una collaborazione iniziata sin dai tempi dell'approvazione della legge Meduri.

Tale collaborazione scaturì nell'affiliazione del SiDiPe con la CISL FP e poi, a seguito delle indicazioni della CISL Confederale, il 15 giugno 2009 si avviò la procedura per il passaggio dell'insieme dei dirigenti penitenziari iscritti, dalla CISL FP alla FNS CISL.

E quindi, a decorrere da quella stessa data, la rappresentanza politica e sindacale dei dirigenti penitenziari ex L. n. 154/05 e D.L. n. 63/06 è passata dalla FP in capo alla FNS CISL.

Proprio in considerazione di tale scelta, si rese necessario ridefinire l'accordo di affiliazione ex novo tra la FNS CISL e il SiDiPe, in linea di continuità con la precedente affiliazione.

Il nuovo accordo di affiliazione impegnava il SiDiPe a far approvare all'interno del proprio Congresso nazionale, la delibera con la quale, in termini evolutivi, si sarebbe passati dal rapporto di affiliazione alla fusione all'interno della Federazione Nazionale della Sicurezza CISL.

Cosa che nei fatti non accadde poiché nel Febbraio del 2010, il SiDiPe, inopinatamente decise di non fondersi nella FNS CISL e pertanto è venuto meno l'obiettivo contenuto nell'accordo di affiliazione sottoscritto da Lei, e dallo scrivente e l'affiliazione è conseguenzialmente venuta meno per un sostanziale non rispetto degli impegni assunti da parte del SiDiPe.





Ho voluto fare una brevissima cronistoria dei fatti per ricordarCi le varie fasi del percorso che oggi ha portato alle determinazioni richiamate in premessa che potevano essere evitate, ove il SiDiPe avesse avuto una maggiore conoscenza delle regole contrattuali.

Oggi, a fronte della situazione che si è determinata con l'individuazione delle OO.SS legittimate a partecipare alle trattative contrattuali, si comprende la delusione degli iscritti al SiDiPe per non poter partecipare alla discussione del primo contratto di lavoro nonostante i tentativi, senza risultati, che il SiDiPe sta operando nei confronti dell'Amministrazione penitenziaria e della Funzione Pubblica, per essere ammesso alla trattativa di che trattasi.

Noi della FNS CISL pensiamo che, al di là dei comportamenti e delle decisioni assunte nel passato dal SiDiPe, che abbiamo valutato sbagliate, per il rispetto che nutriamo nei confronti dei numerosi dirigenti iscritti alla Sua organizzazione e per tutelare gli interessi complessivi della dirigenza ,riteniamo sia giusto offrire la possibilità di partecipare alle trattative contrattuali anche al SiDiPe.

Tale nostra generosa disponibilità si estrinseca nel consentire ad un responsabile del SiDiPe di far parte della delegazione trattante della FNS CISL, già a partire dal prossimo 28 luglio.

Certi di aver dato ulteriore dimostrazione, ove ce ne fosse bisogno, di come la FNS CISL guarda agli interessi generali di tutti, si resta in attesa di un rapido cenno di riscontro.

Cordiali saluti

IL SEGRETARIO GENERALE

Pompeo Mannone

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STATO DI AGITAZIONE DI TUTTI I DIRIGENTI PENITENZIARI

on . Postato in Amm. Penitenziaria

C O M U N I C A T O

Le organizzazioni sindacali rappresentative dei dirigenti penitenziari di diritto

pubblico, constatato l’allarmante silenzio della Parte Pubblica alla richiesta

dell’apertura delle trattative per avviare a soluzione le problematiche della

categoria, rappresentate con la nota unitaria del 31 maggio u.s.,

PROCLAMANO

LO STATO DI AGITAZIONE DI TUTTI I DIRIGENTI PENITENZIARI

Danno appuntamento alle colleghe ed ai colleghi alla manifestazione di

protesta del 6 luglio p.v., alle ore 11.00, a Roma davanti a Palazzo

VIDONI, sede del ministero della pubblica amministrazione e innovazione.

Ricordano alle forze politiche tutte ed alle altre organizzazioni sindacali del

mondo penitenziario che la protesta riguarda:

· il ripristino della legalità delle condizioni di lavoro, attraverso la

stipula del primo contratto di categoria,

· l’attuazione della normativa di riforma (L. 154/2005 e Dlgs. n.

63/2006) che attende da circa sei anni l’effettiva applicazione.

Roma, 16 giugno 2011

 

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Comunicato Dirigenza Penitenziaria

on . Postato in Amm. Penitenziaria

Ai Dirigenti Penitenziari

Loro Sedi

In relazione alle problematiche che coinvolgono l'intero settore della Dirigenza

Penitenziaria, la FNS CISL ha richiesto e sollecitato un urgente incontro al Ministro della

Giustizia On. Alfano al fine di discutere l'insieme delle tematiche che debbono trovare

un'adeguata soluzione.

La dirigenza penitenziaria e il suo fondamentale ruolo rimane per la FNS CISL un

elemento unico che va valorizzato e riconosciuto, sia in termini giuridici che economici, in

maniera corrispondente alle delicate e complesse funzioni.

E' urgente ridare dignità e rispetto ai dirigenti penitenziari, eliminare gli ostacoli che tendono a

isolare e abbandonare gli stessi lasciandoli soli nell'espletamento del loro gravoso e

impegnativo compito istituzionale.

Non è la prima volta che investiamo il Ministro e il Capo del Dipartimento

sull'argomento e cio' in considerazione della forte attenzione che la FNS CISL ripone sulle

vostre funzioni che si pongono come elemento strategico nelle dinamiche complessive di

gestione dell'esecuzione delle pene.

Quanto sopra per vostra doverosa informazione.

IL SEGRETARIO GENERALE

Pompeo Mannone

 

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Dirigenti Penitenziari

on . Postato in Amm. Penitenziaria

Al Sig. Ministro della Giustizia

On. Angelino Alfano

Erg. Ministro Alfano,

le problematiche che investono i Dirigenti Penitenziari sono oramai innumerevoli e non

hanno nel tempo trovato una adeguata soluzione.

L'assenza di un contratto di diritto pubblico proprio della dirigenza pubblica

contribuisce a penalizzare le funzioni e le aspettative degli stessi, così come gli effetti derivanti

dai tagli di bilancio e l'assenza di processi partecipativi degli stessi Dirigenti nella formazione

degli atti normativi e regolamentari che andranno ad incidere nelle carriere e nell'affidamento

di incarichi.

Proprio in ragione di quanto indicato Le chiediamo un incontro urgente, con le

organizzazioni sindacali rappresentative del settore riconosciute formalmente dal Dipartimento

della Funzione Pubblica, per affrontare appieno le problematiche che investono questo

fondamentale e strategico personale di diritto pubblico.

Distinti saluti.

IL SEGRETARIO GENERALE

Pompeo Mannone

 

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Nota della DGPF sulla richiesta di disponibilità ai posti di funzione dirigenziale vacanti

on . Postato in Amm. Penitenziaria

Dott. Riccardo Turrini Vita

Direzione Generale del Personale

e della Formazione

 

e.p.c. Dott. Emilio di Somma

Vice Capo Amministrazione

Penitenziaria

 

 

Oggetto: Nota della DGPF sulla richiesta di disponibilità ai posti di funzione dirigenziale vacanti di Direttore di istituto Penitenziario e Uffici per l’esecuzione penale esterna.

 

Egr. Direttore Generale

abbiamo appreso il contenuto della Sua nota e non possiamo, nell’interesse dei Dirigenti penitenziari, non sottoporLe alcune ns. eccezioni.

Abbiamo nell’immediatezza della sua nota ricevuto diverse richieste di chiarimento, da parte dei numerosi ns. Dirigenti, in quanto sono messi ad interpello, o meglio a scelta ed accettazione degli interessati richiedenti, solo i posti rimasti dopo che sedi più ambite sono state attribuite ad personam, senza alcuna preventiva richiesta di disponibilità, gli esempi a tal riguardo sono molteplici basti pensare alla sola Regione Lazio dove tre istituti sono stati ricoperti, in nome della provvisorietà da tre dirigenti senza alcuna preventiva richiesta di disponibilità anche solo nell’ambito regionale.

Peraltro anche gli incarichi provvisori attribuiti presso il DAP e PRAP hanno da sempre generato forti perplessità all'interno della categoria.

Questo inevitabilmente ci porta alla questione principale.

Riteniamo che non possono essere assegnate tali sedi quando il numero delle stesse è stato depauperato e diminuito sulla scorta di conferimenti provvisori, e che soprattutto non possono essere assegnate sedi d’istituto penitenziario prima che sia espletata la vincolante procedura prevista dall’art. 20 e seg. del D.Lgs. n.63/06.

Il requisito della provvisorietà, di cui all’interpello citato, non specifica inoltre preventivamente i criteri da adottare nell’ipotesi di più richieste di disponibilità.

Presumiamo al riguardo che siano quelli dell’art.10 del D.Lgs n.63/06 come rilevato anche dal TAR adito in sede di ricorso l’espletamento del quale incarico arricchisce il curriculum del dirigente per il conferimento degli incarichi in via definitiva.

La discrezionalità non può essere arbitrio e l’agire di codesta Amministrazione sembra non tener conto non solo della legge ma anche dei principi costituzionali che vietano la disparità di trattamento nonché dei principi sulla trasparenza.

Specifichiamo che secondo il dettato previsto dall’art.20 e seg. del D.Lgs n. 63/06 “l’avvio delle procedure per l’assegnazione definitiva degli incarichi dirigenziali dell’area di diritto pubblico è subordinato alla definizione delle procedure negoziali previste dall’art.20 e seg. del D.Lgs n. 63/06 attraverso le quali potranno essere determinate anche le fasce di inquadramento economico corrispondenti alle diverse funzioni all’interpello generale che potrà essere emanato, come già anticipato, alla conclusione delle procedure di negoziazione”.

Come è noto il procedimento negoziale di cui all’art. 20 del D.Lgs n. 63/06 non si è ancora realizzato.

Cosa peraltro indicato proprio dal Suo ufficio, con nota del 6.3.08 si indica che “solo con la stipula contrattuale sarà possibile dare corso alla prima assegnazione degli incarichi definitivi così come prevista dal D.Lgs n.63/06”.

Principi questi ribaditi anche in sede giurisprudenziale con la sentenza n. 5603/2010 della sezione prima quater del TAR di Roma.

Tutto ciò premesso la scrivente O.S. chiede di sospendere la procedura avviata con la richiesta di disponibilità e nel contempo un urgentissimo incontro con i vertici del DAP.

Restando in attesa di un cortese riscontro alla presente si porgono distinti saluti.

IL SEGRETARIO GENERALE

Pompeo Mannone

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