Egr. Pres.,
la scrivente O.S. vuole porre alla Sua attenzione, con preghiera di darne una soluzione, la problematica indicata in oggetto.
Sono note, alla scrivente O.S., le intenzioni o i tentativi di sondare il terreno, da parte del DAP, affinché, nell’ottica di una razionalizzazione e recupero del personale ai propri compiti istituzionali, si concretizzi l'ipotesi di affidamento degli “spacci” ubicati all'interno degli Istituti Penitenziari a ditte esterne.
Ipotesi alla quale la FNS CISL ha prontamente riscontrato con la nota del giorno 8.7.10..
La presente tuttavia si inserisce nel solco di una diversa problematica ovvero quella dell’utilizzo improprio che alcune Direzioni d'Istituto, e ci risulta sicuramente tra queste la C.C. di Como, operano rispetto al personale impiegato presso questi “spacci”.
Difatti questo personale in servizio presso gli spacci risulta essere impiegato in servizi d'istituto senza che tale impiego venga giustificato da alcuna ragione di ordine eccezionale o di sicurezza e sopratutto in presenza di personale disponibile e/o sicuramente impiegabile in questi servizi.
Le alleghiamo la nota della ns. Segreteria Regionale della Lombardia che delinea il quadro, purtroppo non felice, che sta accadendo presso l’istituto comasco.
Non vorremmo che lo stesso atteggiamento, nell'attesa di risposte all'E.A.P. da parte degli uffici territoriali interpellati sulla redditività e sulla superficie occupata, venisse emulato da altre Direzioni d’Istituto.
Le chiediamo quindi di porre già immediatamente un eventuale argine a questa situazione proponendo una circolare esplicativa che chiarisca e ribadisca, a chi sembra operare motu proprio, i contorni entro i quali l’utilizzo del personale ivi in servizio presso questi “spacci” possa essere utilizzato in altre attività d’istituto.
Distinti saluti.







